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 Il PETRUCCI ...... nasce come "supplì" ... ora è il Presidente

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Panta
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MessaggioOggetto: Raccontini: Era il 2001 - Menzione Speciale al merito sportivo: i 2 delfino di Alessandro "Supplì" Petrucci   Mar 31 Ago - 12:56

Per presentarvi il "nostro" Presidente .....

Spettacolare 200 delfino - ma ci metterei un punto interrogativo, nel senso che era delfino od un nuovo stile che presto andrà sui manuali del nuoto mondiale?-, dell' ormai non più “Supplì” Petrucci: da oggi in poi per me sarà Alessandro "2Delpho" Petrucci.

Tutto il pubblico incitava il nostro nuotatore in quella che può essere considerata una fatica degna di Ercole; c’erà "Coach" Ricciardi, sulle gradinate, scandiva impassibile i parziali ai passaggi di ogni 50, evidenziando, con la sottile ironia con cui è famoso nel mondo, le differenze in secondi, quasi minuti, tra una vasca e l'altra.
Il presidente "Guru" Considera, che con la propria macchina fotografica voleva immortalare ogni istante della gara del suo temerario master, dal blocchetto di partenza faceva strani gesti con le mani all'indirizzo dello sventurato atleta; infatti, per quanto tentasse, non riusciva mai ad inquadrarlo nel proprio obbiettivo. Troppo breve era, infatti, l'attimo di tempo in cui il Petrucci affiorava, al fine di riempire di ossigeno i suoi aridi polmoni, con la testa fuori dall'acqua; quell’acqua della vasca marchigiana che, gelida e pesante, lo circondava implacabile, senza avere il minimo rispetto per la fatica umana anzi disumana.
L'acido lattico aumentava nei muscoli e nel sangue dell'agonizzante nuotatore che affrontava, una dopo l'altra, le quattro vasche che lo separavano dal traguardo. Intanto dopo i primi 50 metri, apparivano nella mente dell'ardito atleta le prime immagini sacre, i dubbi cominciavano ad insinuarsi nella sua mente: "ma chi me lo ha fatto fare" erano le parole che sentiva, ormai molto offuscate, nella propria testa.
Nonostante tutto avanzava e metro dopo metro, centimetro dopo centimetro, millimetro dopo millimetro vedeva, anzi , sognava, la meta (la metà della gara pensava qualcuno), le gambe unite nel regale stile a delfino lasciavano il posto alle gambe rana della più plebea (leggete accessibile) farfalla. Il vento iniziava a soffiargli contro, le nuvole offuscavano il sole e la gialla piastra di arrivo sembrava sempre meno vicina alle sue braccia, quelle braccia che ormai arrancavano disperatamente e che lui cercava di brandire nell’acqua e nell’aria nel tentativo disperato di aggrapparsi all’agognato bordo: e pensare che mancavano ancora centoventitre metri alla fine.
L'acqua sembrava ormai sommergerlo completamente senza rilasciarlo più, il delfino con cui si era presentato al grande pubblico si era trasformato, alla seconda vasca, in una farfalla sgraziata e pesante nei movimenti, mentre nella terza e nella quarta frazione quello stile assomigliava ormai sempre più ad una sorta di "stile anguilla".
Le braccia non uscivano più completamente fuori dall'acqua, anzi strusciavano, rimbalzavano sulla superficie -come i sassi piatti lanciati dai bambini che giocano in riva al mare-: emergevano all'altezza della seconda costola, appena sotto la linea del pettorale ormai marmoreo, ed entravano nell’acqua distrutte dallo sforzo dopo essersi trascinate faticosamente per ventidue centimetri all'altezza degli zigomi.
Nella mente del nostro valoroso ed azzardato atleta, nel frattempo, balenava anche l'idea di alleggerirsi di tutti i pesi superflui, cuffia, occhialetti, costume e tutto quanto ciò che in quel momento sembrava inutile ed “affossante”.
Lì davanti a lui appariva il miraggio della fine, il cronometrista si alzava dalla sedia di plastica bianca, -dove aveva trascorso quell'interminabile lasso di tempo che aveva separato il fischio di partenza di quella batteria dall’avvistamento di in master all’orizzonte dell’ultima vasca-, e si avvicinava al bordo per decretare ed ufficializzare il termine della serie.
Tutto il pubblico si alzava in piedi ed iniziava l'omaggio al nuotatore che stava concludendo la sua personale lotta contro l'acqua e contro tutte le leggi della fisica. Finalmente il palmo delle sue mani, aiutate dall'ultimo sussulto di forza, premevano contro la piastra ed il tempo si fermava componendo dei numeri sul tabellone elettronico, dal via dello starter erano trascorsi tre minuti ed un secondo.
Ora iniziava il tempo dei festeggiamenti, degli allori e dei complimenti, sempre che il nuotatore, o ciò che ne rimaneva, fosse riuscito ad uscire dall'acqua e raggiungere i suoi compagni, i quali lo attendevano a braccia alzate e senza un filo di voce. Alla fine, mentre arrancava disorientato sulle piastrelle del bordo vasca, il nostro master alzava gli occhi e veniva assalito da una ventata di paura, si era ricordato che quel "pazzo" del Pantalei senza il minimo rispetto per l'impresa appena compiuta (era il primo atleta dell'Helios ad essersi segnato ed aver concluso un 200 delfino) lo aveva segnato anche nella staffetta 4 x 50 stile in prima frazione.
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MessaggioOggetto: Il PETRUCCI ...... nasce come "supplì" ... ora è il Presidente    Mar 14 Set - 18:40

.... niente a che fare però con il Berluska Smile
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Il PETRUCCI ...... nasce come "supplì" ... ora è il Presidente
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